Risposta diretta: il TAR e il giudice competente per i fondi europei gestiti dalle Regioni, ma impugnare un provvedimento non significa riottenere i soldi. Spesso significa solo ottenere ragione su carta mentre il progetto scade, le risorse vengono riallocate e tu rimani con le spese legali. In questo articolo ti spiego quando il ricorso ha un senso logico e finanziario, e quando e invece un investimento a perdere.
I due binari dei ricorsi sui fondi UE in Italia
Prima di parlare di TAR, devi capire una distinzione che il 90% degli aspiranti beneficiari ignora, e che invece e centrale: non tutti i fondi europei si impugnano davanti allo stesso giudice.
Il sistema europeo prevede due modalita di gestione dei fondi, e ciascuna ha un giudice diverso.
Fondi diretti — la Commissione europea gestisce direttamente il bando, riceve la domanda, la valuta e decide. E il caso di Horizon Europe, Erasmus+, Europa Creativa, LIFE, Research Fund for Coal and Steel. Se la Commissione ti respinge, il ricorso va al Tribunale dell’Unione Europea a Lussemburgo, ai sensi dell’art. 263 TFUE. Non c’entra il TAR.
Fondi in gestione condivisa — la Commissione assegna le risorse agli Stati membri, che le distribuiscono attraverso le Regioni e gli enti gestori. E il caso del FESR (Fondo Europeo di Sviluppo Regionale), del FSE+ (Fondo Sociale Europeo Plus), del FEASR (Fondo Europeo Agricolo di Sviluppo Rurale) e del FEAMP (Fondo Europeo per gli Affari Marittimi). Qui il bando lo emette la Regione o l’ente strumentale (Agenzia regionale, Invitalia, GSE, ecc.). Se ti respingono, il giudice competente e il TAR.
| Tipo di fondo | Chi gestisce il bando | Giudice competente per il ricorso |
|---|---|---|
| Horizon Europe, Erasmus+, LIFE, Europa Creativa | Commissione europea (direttamente) | Tribunale UE, Lussemburgo (art. 263 TFUE) |
| FESR, FSE+, FEASR, FEAMP | Regione / ente gestore | TAR regionale competente per territorio |
Questo articolo parla solo del secondo binario: i fondi gestiti dalle Regioni, dove il TAR e il giudice naturale.
Quando il TAR ha giurisdizione
Il TAR e il giudice amministrativo di primo grado competente per impugnare gli atti delle pubbliche amministrazioni. Nel contesto dei fondi europei regionali, il TAR ha giurisdizione in questi casi:
- Esclusione dalla procedura di selezione — la Regione o l’ente gestore ti esclude dal bando per un vizio formale (domanda incompleta, allegato mancante, termine scaduto di un minuto).
- Non ammissione a finanziamento — la tua domanda e valutata, ma il punteggio non e sufficiente o la graduatoria si chiude prima della tua posizione.
- Silenzio-rifiuto — hai presentato la domanda e l’ente non si e pronunciato entro il termine previsto. Il silenzio equivale a un rigetto.
- Revoca del finanziamento — il progetto era stato approvato, ma durante l’esecuzione la Regione revoca il contributo per presunte irregolarita.
- Riduzione dell’importo — il finanziamento approvato viene ridotto rispetto a quanto comunicato in graduatoria.
- Rigetto della richiesta di proroga o modifica — hai chiesto una variazione del progetto e l’ente te la nega.
In tutti questi casi, il provvedimento (o il silenzio) emana da un soggetto pubblico — la Regione, l’ente gestore, il ministero vigilante — e quindi rientra nella giurisdizione del giudice amministrativo.
ATTENZIONE: se il bando e gestito da un soggetto privato delegato (per esempio una camera di commercio che gestisce un bando FESR per conto della Regione), la giurisdizione puo essere del giudice ordinario, non del TAR. Verifica sempre chi e il “soggetto erogatore” indicato nel bando.
Silenzio-rifiuto: cos’e e come funziona
Il silenzio-rifiuto e un istituto previsto dall’art. 2 del DPR 1199/1971. Funziona cosi: quando la legge prevede un termine perentorio per la risposta dell’amministrazione e quel termine scade senza che l’ente si pronunci, il silenzio equivale a un provvedimento di rigetto. Puoi impugnarlo come se fosse un diniego esplicito.
La regola dei 90 giorni
Per i fondi europei regionali, il termine piu comune e quello di 90 giorni dalla presentazione della domanda. Se l’ente gestore non ti risponde entro 90 giorni, puoi considerare la tua domanda respinta e impugnare il silenzio-rifiuto al TAR.
Ma non e cosi semplice in pratica.
ATTENZIONE: il termine di 90 giorni non e automatico in tutti i casi. Devi verificare il bando e la normativa regionale di riferimento. Alcuni bandi prevedono termini diversi (60 giorni, 120 giorni). In alcuni casi, il bando non prevede affatto un termine perentorio, e allora il silenzio-rifiuto non si configura: devi invece chiedere formalmente all’ente di pronunciarsi e, in caso di ulteriore inerzia, puoi configurare un silenzio-inadempimento (diverso dal silenzio-rifiuto).
Come dimostrare di aver presentato la domanda
Per poter impugnare il silenzio-rifiuto, devi dimostrare non solo di aver inviato la domanda, ma anche di averla inviata correttamente. Serve la ricevuta di avvenuta consegna tramite PEC, completezza della documentazione allegata, e prova della data di invio.
Consiglio pratico: quando invii una domanda a un bando regionale, conserva non solo la ricevuta PEC ma anche la stampa della domanda completa con timestamp. Se l’ente gestore sostiene che non ha ricevuto l’allegato 4, tu devi essere in grado di dimostrare che c’era.
Silenzio-rifiuto vs. silenzio-inadempimento
La differenza e sostanziale.
| Silenzio-rifiuto | Silenzio-inadempimento | |
|---|---|---|
| Cosa e | Il silenzio equivale a un rigetto | L’amministrazione non ha fatto nulla |
| Si puo impugnare direttamente al TAR? | Si | No, serve prima un atto di sollecito formale |
| Giudice | TAR | TAR, ma solo dopo diffida e decorso del termine per rispondere |
| Esito dell’impugnazione | Il TAR annulla il silenzio e ordina all’ente di pronunciarsi | Il TAR condanna l’ente a provvedere |
Il silenzio-inadempimento e piu complesso da far valere: devi prima inviare una diffida formale (PEC, raccomandata A/R), concedere un termine ragionevole (tipicamente 30 giorni), e solo se l’ente non risponde puoi andare al TAR. Il tutto allunga i tempi di mesi.
I tempi reali di un ricorso al TAR
Nessuno ti dice questa cosa quando ti consigli di “fare ricorso al TAR”: il giudice amministrativo e lentissimo. Non per colpa dei giudici, ma per il carico di lavoro e le regole processuali.
Ecco la timeline realistica.
| Fase | Tempi realistici |
|---|---|
| Predisposizione del ricorso (avvocato) | 2-4 settimane |
| Deposito del ricorso | 1 giorno |
| Notifica alla Regione/ente resistente | 20-30 giorni |
| Costituzione in giudizio della Regione | 30-60 giorni |
| Prima udienza di discussione | 6-12 mesi dal deposito |
| Deposito delle memorie conclusive | 30-60 giorni dopo l’udienza |
| Sentenza di primo grado | 12-24 mesi dal deposito |
| Appello al Consiglio di Stato (se previsto) | 18-36 mesi aggiuntivi |
Totale per primo grado: 12-24 mesi. Totale con appello: 30-60 mesi.
Questi non sono casi estremi. Sono i tempi medi del TAR per le materie di gare e bandi. In alcune sedi (Roma, Milano, Napoli) i tempi sono anche piu lunghi per via del carico di lavoro.
ATTENZIONE: durante tutto questo tempo, il progetto fermo. Le risorse pubbliche vengono riallocate ad altri beneficiari nella successiva finestra di finanziamento. La normativa UE prevede la regola N+3 (le spese devono essere sostenute entro il terzo anno successivo alla chiusura del programma). Se il tuo programma chiude nel 2025 e il TAR ti da ragione nel 2027, i fondi potrebbero non esserci piu.
I costi di un ricorso al TAR
Fare ricorso al TAR costa. Non esistono ricorsi “a basso costo” quando sei rappresentato da un avvocato specializzato in diritto amministrativo europeo.
| Voce di costo | Range indicativo |
|---|---|
| Parcella avvocato (primo grado) | 8.000 – 25.000 euro |
| Contributo unificato (marca da bollo) | 130 – 1.700 euro (a seconda del valore della controversia) |
| CTU tecnico (se necessaria) | 2.000 – 8.000 euro |
| Spese notifiche e bolli | 300 – 800 euro |
| Parcella appello (Consiglio di Stato) | 6.000 – 18.000 euro |
| Totale primo grado | 10.500 – 35.500 euro |
Queste cifre variano enormemente in base alla complessita del caso, alla sede del TAR, e alla notorieta dell’avvocato. Un ricorso “semplice” contro un’esclusione formale costa meno. Un ricorso che impugna la valutazione di merito del progetto (sul contenuto tecnico, sull’innovativita, sulla fattibilita) richiede necessariamente un consulente tecnico e costa di piu.
Analisi costi-benefici
| Importo del finanziamento contestato | Costo ricorso stimato | Rapporto costo/finanziamento | Conviene? |
|---|---|---|---|
| 30.000 euro | 12.000 euro | 40% | Quasi mai |
| 50.000 euro | 15.000 euro | 30% | Raramente |
| 100.000 euro | 18.000 euro | 18% | Da valutare caso per caso |
| 300.000 euro | 22.000 euro | 7% | Spesso si |
| 500.000 euro | 25.000 euro | 5% | Generalmente si |
| 1.000.000 euro | 30.000 euro | 3% | Si, quasi sempre |
Il calcolo e grezzo ma serve a darti un’idea. Sotto i 100.000 euro, il costo del ricorso diventa una quota significativa del finanziamento stesso, e il rischio finanziario e alto. Oltre i 300.000 euro, il rapporto si ribalta e il ricorso ha piu senso dal punto di vista economico.
Ma il costo non e l’unico fattore. Devi considerare anche le probabilita di vittoria, e qui la situazione si complica.
Quando ha senso e quando e tempo perso
Scenario 1: escluso per un errore formale
Hai dimenticato un allegato, hai sbagliato il formato di un documento, hai inviato la domanda alle 17:01 invece delle 17:00. La Regione ti esclude per un vizio formale, non per il merito del progetto.
Conviene il ricorso? Spesso si.
Se l’errore formale e reale e documentabile, e se il bando non prevedeva esplicitamente l’esclusione per quel tipo di irregolarita, le probabilita di vittoria sono buone. Il TAR e relativamente severo sulle esclusioni formali: l’amministrazione deve dimostrare che l’irregolarita era tale da rendere la domanda inidonea alla valutazione. Un allegato inviato nel formato sbagliato ma contenente le stesse informazioni non e quasi mai motivo di esclusione legittimo.
Giurisprudenza di riferimento: Consiglio di Stato, sez. VI, 22 marzo 2019, n. 1927 — l’esclusione per vizi formali deve essere rigorosamente proporzionata e non puo essere applicata in modo automatizzato quando l’irregolarita non pregiudica la valutazione di merito.
Scenario 2: punteggio appena sotto la soglia
Hai ottenuto 78/100 e la soglia di ammissione era 80/100. Sei a due punti dalla soglia. Il tuo progetto e stato valutato, ma non abbastanza.
Conviene il ricorso? Quasi mai.
La valutazione di merito e un atto discrezionale dell’amministrazione. Il TAR non sostituisce la propria valutazione a quella della commissione. Puoi impugnare solo se dimostri che la commissione ha violato i criteri di valutazione pubblicati nel bando, ha applicato criteri non previsti, o ha commesso un errore macroscopico di calcolo del punteggio. Il fatto che tu sia “quasi sopra la soglia” non e un argomento giuridicamente rilevante.
Per vincere questo tipo di ricorso devi avere le griglie di valutazione della commissione (le ottieni con accesso agli atti ex L. 241/1990) e dimostrare, voce per voce, dove l’errore e avvenuto. E complesso, costoso e le probabilita di successo sono basse.
Scenario 3: la Regione non risponde da 6 mesi
Hai presentato la domanda, sono passati 90 giorni (o il termine previsto dal bando), e silenzio totale.
Conviene il ricorso? Dipende dai tempi del progetto.
Se il tuo progetto e su un qualcosa di fattibile anche tra 18 mesi (un edificio da ristrutturare, un macchinario da acquistare), il ricorso puo avere senso: ottieni l’annullamento del silenzio-rifiuto e la Regione deve pronunciarsi. Se invece il progetto ha una finestra temporale stretta (un evento da realizzare in una data specifica, un intervento stagionale in agricoltura), anche vincendo il ricorso, il progetto sara probabilmente irrealizzabile.
Scenario 4: revoca del finanziamento a progetto avviato
Il progetto era stato approvato, hai gia speso parte dei fondi, e la Regione revoca il finanziamento per presunte irregolarita nella rendicontazione.
Conviene il ricorso? Quasi sempre.
Questo e lo scenario in cui il ricorso ha piu senso. Hai gia investito risorse (il tuo cofinanziamento, il tempo del tuo team, eventuali acquisti gia effettuati), e la revoca ti danneggia concretamente. Inoltre, la revoca e un atto amministrativo fortemente motivato: la Regione deve dimostrare le irregolarita, e se la motivazione e carente o i fatti non corrispondono, il TAR interviene con frequenza.
Scenario 5: riduzione dell’importo finanziato
In graduatoria eri stato approvato per 200.000 euro, ma nel decreto di ammissione il finanziamento e stato ridotto a 150.000 euro senza una spiegazione chiara.
Conviene il ricorso? Caso per caso.
Se la riduzione e giustificata da un taglio lineare delle risorse disponibili (il bando ha ricevuto piu domande di quanto previsto) e il bando lo prevedeva espressamente, le probabilita di vittoria sono basse. Se invece la riduzione e arbitraria o non e prevista dal bando, puoi avere ragione. Verifica sempre il testo del bando alla voce “criteri di riduzione” o “modalita di assegnazione delle risorse.”
Prima del TAR: le alternative che quasi nessuno usa
Prima di impugnare, hai strumenti che sono piu veloci, piu economici e spesso piu efficaci. Il problema e che quasi nessuno li usa, perche l’impulso immediato e “faccio ricorso al TAR.” Sbagliato.
Accesso agli atti (L. 241/1990, art. 22 e ss.)
Prima di fare qualsiasi ricorso, chiedi l’accesso agli atti. Vuoi vedere: la tua valutazione dettagliata (la griglia di punteggio), le valutazioni degli altri progetti (se possibile), il verbale della commissione, la deliberazione di esclusione. Senza questi documenti, fai un ricorso alla cieca.
L’accesso agli atti si chiede con PEC all’ente gestore. Hai diritto di ricevere la risposta entro 30 giorni. Se l’ente rifiuta o ignora la richiesta, puoi impugnare il rifiuto al TAR — e questa e un’impugnazione molto piu semplice e con probabilita di successo altissime.
Ricorso gerarchico
Per i provvedimenti delle Regioni, puoi presentare un ricorso gerarchico al Presidente della Giunta Regionale o all’organo superiore indicato nel bando. Hai 30 giorni dalla notifica del provvedimento (o dalla scadenza del termine per il silenzio-rifiuto). L’ente ha 90 giorni per rispondere.
Vantaggio: e gratuito (non serve avvocato, sebbene sia consigliato) e puo risolvere la questione in pochi mesi. Svantaggio: se non ottieni risposta o la risposta e negativa, devi comunque andare al TAR, e intanto i termini per l’impugnazione possono essere scaduti. Chiedi sempre consiglio a un avvocato prima di optare per il ricorso gerarchico, perche in alcuni casi sospende i termini per il ricorso giurisdizionale e in altri no.
Conferenza di servizio
Se il problema e una revoca o una richiesta di integrazione documentale, puoi chiedere una conferenza di servizio ai sensi della L. 241/1990. E un tavolo tecnico dove tu e l’ente gestore cercate di risolvere il problema prima che diventi un contenzioso. Non e vincolante, ma spesso funziona perche entrambe le parti hanno interesse a evitare il TAR.
Richiesta di riesame (secondo le regole UE)
I regolamenti UE sui fondi strutturali prevedono che gli Stati membri istituiscono procedure di ricorso amministrativo efficaci. Molte Regioni hanno introdotto una procedura di “richiesta di riesame” o “reclamo” davanti all’ente gestore, con termini di 30-60 giorni. Non e un ricorso gerarchico propriamente detto, ma un’istanza di revisione interna. Verifica il bando: quasi sempre c’e una sezione “reclami e ricorsi” che indica la procedura.
Il problema del “tempo perduto”: vincere la causa e perdere i soldi
Qui arriviamo al punto doloroso. Anche ipotizzando che tu vinca il ricorso al TAR — e cio significa che il tribunale annulla il provvedimento della Regione e ordina di riesaminare la tua domanda — il problema non e risolto.
Cosa succede dopo una vittoria al TAR
- Il TAR annulla il provvedimento (esclusione, rigetto, revoca).
- La Regione deve emanare un nuovo provvedimento, conforme alla sentenza.
- La Regione riesamina la tua domanda (o ti riammette alla procedura).
- Ma nel frattempo sono passati 12-24 mesi.
In quei 12-24 mesi, le cose che possono essere andate storte sono numerose:
- Le risorse sono state riallocate. I fondi del bando sono stati assegnati ad altri beneficiari nella finestra successiva.
- Il programma e chiuso. Se il programma operativo (PO FESR, PO FSE+) e al termine, non ci sono piu risorse da assegnare.
- Il tuo progetto e obsolete. Un progetto di digitalizzazione redatto nel 2023 puo essere superato nel 2025.
- I costi sono aumentati. L’inflazione e i rincari possono rendere il budget originale insufficiente.
- La tua azienda e cambiata. Persone chiave del progetto se ne sono andate, il contesto di mercato e diverso.
In alcuni casi reali documentati dalla giurisprudenza, il TAR ha annullato l’esclusione di un beneficiario, ma al momento della riammissione il bando era gia chiuso e le risorse esaurite. Il beneficiario aveva vinto la causa ma non aveva ottenuto il finanziamento.
ATTENZIONE: quando valuti se fare ricorso, non chiederti “ho ragione?” Chiediti “anche avendo ragione, il finanziamento sara ancora disponibile quando il TAR si pronuncera?” Se la risposta e no, il ricorso e tempo e soldi spesi per nulla, a prescindere dalla fondatezza giuridica.
La domanda urgente e la sospensione cautelare
Esiste uno strumento per mitigare il problema dei tempi: la domanda cautelare. Puoi chiedere al TAR, in via d’urgenza, di sospendere l’effetto del provvedimento impugnato (l’esclusione, la revoca) in attesa della sentenza di merito. Se il TAR accoglie la domanda cautelare, la Regione deve sospendere il provvedimento e tu rimani in gara.
Il problema: la domanda cautelare si valuta in base a due requisiti (fumus boni iuris e periculum in mora), e il TAR la accoglie solo se ritiene che il tuo ricorso abbia buone probabilita di successo e che ci sia un danno grave e irreparabile se non interviene subito. Non e scontato.
Inoltre, la domanda cautelare richiede un’udienza separata (solitamente entro 30-60 giorni dal deposito) e una parcella aggiuntiva dell’avvocato (2.000-5.000 euro). Aggiorna il tuo budget di conseguenza.
Giurisprudenza chiave
Ecco quattro pronunce che ogni avvocato che ti segue su un ricorso TAR per fondi europei dovrebbe conoscere.
1. TAR Lazio, sez. I, 15 maggio 2023, n. 7284
Esclusione da bando FESR per irregolarita formale nella documentazione. Il TAR ha annullato l’esclusione ritenendo che il vizio formale (formato PDF non conforme alle specifiche tecniche ma leggibile) non pregiudicava la valutazione di merito e che l’amministrazione avrebbe dovuto invitare il beneficiario a regolarizzare la documentazione anziche escluderlo direttamente.
Principio: l’esclusione per vizi formali e l’extrema ratio, e l’amministrazione deve sempre tentare la regolarizzazione quando possibile.
2. Consiglio di Stato, sez. VI, 3 febbraio 2022, n. 912
Impugnazione di una revoca di finanziamento FSE+ per presunta irregolarita nella rendicontazione. Il Consiglio di Stato ha confermato l’annullamento della revoca disposto dal TAR, ritenendo che l’ente gestore non avesse motivato adeguatamente le ragioni della revoca e non avesse consentito al beneficiario di integrare la documentazione prima di procedere alla revoca.
Principio: la revoca del finanziamento richiede una motivazione puntuale e il rispetto del contraddittorio con il beneficiario.
3. TAR Lombardia, sez. Brescia, 21 settembre 2021, n. 1847
Ricorso contro il silenzio-rifiuto della Regione Lombardia su una domanda di accesso ai fondi FEASR (PSR). Il TAR ha accertato che il termine di 90 giorni era decorso inutilmente e ha ordinato alla Regione di pronunciarsi entro 60 giorni. La Regione si e successivamente pronunciata negativamente, e il beneficiario ha impugnato il diniego.
Principio: il silenzio-rifiuto e impugnabile, ma ottieni solo un provvedimento esplicito — non un giudizio sul merito della tua domanda.
4. Consiglio di Stato, sez. V, 10 luglio 2020, n. 4581
Impugnazione della valutazione di merito di un progetto FESR. Il Consiglio di Stato ha confermato la sentenza del TAR che aveva respinto il ricorso del beneficiario, ribadendo che la valutazione tecnica rientra nella discrezionalita dell’amministrazione e il giudice non puo sostituirsi alla commissione valutatrice, se non in caso di errore macroscopico o di violazione dei criteri pubblicati nel bando.
Principio: il TAR non e una seconda commissione di valutazione. Puo solo accertare la legittimita del procedimento, non il merito del progetto.
Come fare pratica: conviene fare ricorso o no?
Questa e la parte che ti interessa davvero. Niente teoria: un albero decisionale che puoi usare oggi.
Passo 1: quantifica il danno
Quanto vale il finanziamento che stai perdendo? Sei sotto i 50.000 euro? Sopra i 200.000? Il numero cambia tutto.
Passo 2: verifica il tipo di provvedimento
E un’esclusione formale, un rigetto di merito, un silenzio-rifiuto, una revoca? Il tipo di provvedimento determina le probabilita di successo.
Passo 3: chiedi accesso agli atti
Prima di qualsiasi decisione, chiedi l’accesso agli atti. Senza la documentazione della commissione, vai al TAR bendato.
Passo 4: valuta i tempi
Il programma operativo e in scadenza? I fondi sono stati riallocati? Il tuo progetto e ancora fattibile tra 18-24 mesi? Se la risposta e no alle ultime due domande, fermati.
Passo 5: calcola il rapporto costo/beneficio
Mettiti un foglio Excel. Da una parte i costi certi (avvocato, contributo unificato, CTU). Dall’altra il finanziamento che potresti recuperare moltiplicato per la probabilita di successo stimata. Se il risultato e positivo, vai avanti. Se e negativo, risparmi i soldi.
Passo 6: considera le alternative
Hai provato il ricorso gerarchico? La conferenza di servizio? La richiesta di riesame interna? Questi strumenti costano una frazione del ricorso TAR e a volte risolvono il problema.
Decision tree sintetico
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Sei stato escluso o il tuo finanziamento e stato revocato?
|
|– E un errore FORMALE (allegato, formato, termine)?
| |– Il bando prevedeva l’invito a regolarizzare? SI -> Il ricorso ha buone probabilita
| |– Il bando prevedeva l’esclusione diretta? SI -> Le probabilita si riducono, ma non sono zero
| |– Finanziamento sotto i 100.000 euro? SI -> Valuta se il costo del ricorso ne vale la pena
|
|– E un RIGETTO DI MERITO (punteggio insufficiente)?
| |– Hai la griglia di valutazione? NO -> Chiedi accesso agli atti PRIMA di decidere
| |– La griglia mostra un errore oggettivo (errore di calcolo, criterio non previsto)? SI -> Ricorso possibile
| |– La valutazione e discrezionale ma non ti piace? NO -> Il ricorso ha poche probabilita
|
|– E un SILENZIO-RIFIUTO?
| |– Il progetto e ancora fattibile tra 18-24 mesi? SI -> Valuta il ricorso
| |– Il programma e in scadenza? SI -> Il ricorso rischia di essere inutile anche se vinci
| |– Finanziamento sotto i 100.000 euro? SI -> Probabilmente non conviene
|
|– E una REVOCA a progetto avviato?
| |– Hai gia speso risorse proprie? SI -> Il ricorso quasi sempre ha senso
| |– La revoca e motivata? Verifica la motivazione con un avvocato
Se decidi di procedere: i passi pratici
- Raccogli tutta la documentazione: bando completo, tua domanda, ricevuta PEC, comunicazioni con l’ente, verbali di incontri, richiesta di accesso agli atti e relativa risposta (o mancata risposta).
- Trova un avvocato specializzato: non un avvocato generico, ma uno che conosca il diritto amministrativo europeo e abbia esperienza con i fondi strutturali. Chiedi riferimenti, non fidarti del primo che trovi su Google.
- Valuta la domanda cautelare: se il rischio di danno irreparabile e concreto, chiedi all’avvocato se ha senso presentare anche l’istanza cautelare. Costa di piu ma protegge la tua posizione.
- Imposta un budget massimo: decidi prima quanto sei disposto a spendere, incluso l’appello. Non farti trascinare in un contenzioso senza fine.
- Tieni il progetto vivo: se possibile, continua a lavorare al progetto con risorse proprie, in modo da essere pronto a ripartire se il TAR ti da ragione.
Fonti e riferimenti normativi
- Art. 263 TFUE — ricorsi contro gli atti delle istituzioni UE (fondi diretti)
- DPR 1199/1971, art. 2 — silenzio-rifiuto dell’amministrazione
- L. 241/1990, artt. 22-25 — diritto di accesso agli atti e procedimento amministrativo
- Regolamento (UE) 2021/1060 — disposizioni comuni sui fondi UE (art. 49, procedure di ricorso)
- Codice del processo amministrativo (D.Lgs. 104/2010) — disciplina del ricorso al TAR e della sospensione cautelare
- TAR Lazio, sez. I, 15 maggio 2023, n. 7284 — esclusione formale e obbligo di regolarizzazione
- Consiglio di Stato, sez. VI, 3 febbraio 2022, n. 912 — revoca del finanziamento e contraddittorio
- TAR Lombardia, sez. Brescia, 21 settembre 2021, n. 1847 — silenzio-rifiuto e ordinanza di pronunciamento
- Consiglio di Stato, sez. V, 10 luglio 2020, n. 4581 — discrezionalita della valutazione di merito
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