Ti dico subito una cosa che quasi nessuno sa: se in Italia ti dicono che per l’operazione di cui hai bisogno ci sono 14 mesi di attesa, puoi andare a farti operare in Francia, Germania o Belgio, pagare di tasca tua, e poi chiedere il rimborso alla tua ASL. È un diritto reale, sancito da una direttiva europea del 2011 (la 2011/24/UE) recepita in Italia dal 2014. Pochissimi italiani lo usano — non perché non ne abbiano diritto, ma perché quasi nessuno sa che esiste.
In questa guida trovi il meccanismo, le procedure concrete, i limiti pratici e i casi in cui conviene davvero. È pensata per chi ha liste d’attesa lunghe in Italia, per chi cerca trattamenti non disponibili nella propria Regione, per chi ha malattie rare che possono essere curate nei Centri di Riferimento Europei, e per chi vuole semplicemente capire come funziona.
Non siamo un CAF né un patronato. Per la tua pratica specifica, lo sportello “Assistenza Sanitaria” della tua ASL ti segue gratis. Qui sotto trovi la mappa operativa completa, con riferimenti normativi precisi, casi reali e una checklist prima della partenza.
Il principio: curarsi all’estero, farsi rimborsare in Italia
Il meccanismo della Direttiva 2011/24/UE è semplice: ti curi in un altro paese UE, paghi di tasca tua, e poi chiedi il rimborso alla ASL della tua residenza italiana. Il rimborso è limitato all’importo che il SSN italiano avrebbe speso per la stessa prestazione in Italia — se la cura all’estero costa di più, la differenza rimane a carico tuo.
La differenza fondamentale con la TEAM (Tessera Sanitaria Europea) è cruciale:
- TEAM: copre le cure urgenti durante soggiorni temporanei, senza rimborso postumo. Ti presenti alla struttura, ti curano, paghi solo i ticket locali.
- Direttiva 2011/24/UE: copre le cure programmate (anche non urgenti), con rimborso postumo. Scegli tu dove curarti, paghi tutto, poi chiedi il rimborso.
Sono due strumenti complementari. La TEAM è per le emergenze, la Direttiva è per le scelte programmated.
→ Tessera Sanitaria Europea (TEAM) 2026
Riferimento normativo: Direttiva 2011/24/UE del 9 marzo 2011; D.Lgs. 4 marzo 2014 n. 38 (recepimento italiano); Regolamento UE 883/2004, art. 20 (per i casi di cure programmate con autorizzazione preventiva).
Quando conviene davvero usare la Direttiva
La Direttiva non è uno strumento per tutte le stagioni. Conviene in quattro casi specifici.
Caso 1: liste d’attesa italiane troppo lunghe
Se in Italia l’attesa per un intervento è di 12-18 mesi (es. protesi d’anca, cataratta, ernia) e lo stesso intervento si ottiene in 2-3 mesi in Germania, Francia o Belgio, la Direttiva permette di andare all’estero e recuperare dal SSN italiano quello che avrebbe pagato in Italia. Il risparmio economico dipende dal tipo di intervento: per una protesi d’anca (costo in Germania 8.000-12.000 euro, rimborso SSN italiano 4.500-6.000 euro), il rimborso copre circa il 50-60% della spesa totale.
Caso 2: specialisti non disponibili nella propria Regione
Se la tua Regione non ha uno specialista per la tua patologia (es. chirurgia pediatrica rara, neurochirurgia complessa, oncologia rara), la Direttiva permette di andare in un paese UE dove esiste lo specialista, con rimborso SSN. Questo caso è particolarmente rilevante per i pazienti del Sud Italia, dove alcune specialità sono meno diffuse.
Caso 3: Centri di Riferimento Europei (CRE) per malattie rare
La Direttiva include esplicitamente i Centri di Riferimento Europei (CRE) — reti di ospedali designati dalla Commissione Europea per la cura delle malattie rare (ERN – European Reference Networks). Curarsi in un CRE estero rientra nel perimetro della Direttiva, e in alcuni casi l’autorizzazione preventiva è facilitata.
I CRE coprono 24 reti tematiche (cardiopatie rare, malattie metaboliche, neurologia rara, oncologia pediatrica, ecc.). L’elenco completo è disponibile sul portale della Commissione Europea ec.europa.eu/health/ern .
Caso 4: qualità percepita superiore
La Direttiva non richiede di giustificare perché si va all’estero. Basta che la prestazione sia tra quelle che il SSN italiano copre (LEA). Se semplicemente preferisci un ospedale francese o tedesco perché ti fidi di più del sistema, puoi andarci e farti rimborsare.
→ Sussidi UE per i cittadini italiani: la guida completa 2026
Autorizzazione preventiva: quando serve e quando no
Una delle domande più frequenti è: serve l’autorizzazione preventiva della ASL italiana prima di partire? La risposta dipende dal tipo di cura.
Cure ambulatoriali e visite specialistiche: NON serve autorizzazione
Per visite specialistiche, esami diagnostici, terapie ambulatoriali (es. fisioterapia, chemioterapia ambulatoriale), non serve autorizzazione preventiva. Si va direttamente all’estero, si paga di tasca propria, si conservano le ricevute e si chiede il rimborso al rientro.
Esempi di cure senza autorizzazione:
- Visita cardiologica con ecocuore
- Risonanza magnetica
- Visita oncologica
- Chemioterapia ambulatoriale
- Fisioterapia
- Visita dermatologica
Ricoveri ospedalieri: serve autorizzazione preventiva (modello S2)
Per i ricoveri ospedalieri programmati (interventi chirurgici, terapie intensive, degenze), serve l’autorizzazione preventiva della ASL italiana, attraverso il modello S2 (ex E112). La ASL può rifiutare solo in casi specifici previsti dalla legge:
- La cura può essere fornita nel SSN italiano entro un tempo medicalmente giustificabile
- La qualità della cura all’estero è inferiore a quella italiana
- La cura non è tra i LEA (Livelli Essenziali di Assistenza)
Il rifiuto deve essere motivato e impugnabile. I tempi per la risposta della ASL sono di 21 giorni dal ricevimento della domanda. Se la ASL non risponde entro 21 giorni, si considera approvato (silenzio assenso, salvo casi specifici).
Trapianti: regole specifiche
Per i trapianti, la normativa è più complessa. Devi rivolgerti al Centro Nazionale Trapianti italiano, che coordina con l’autorità europea competente (Eurotransplant per Germania, Olanda, Belgio, ecc.).
Riferimento normativo: Direttiva 2011/24/UE, art. 8 (autorizzazione preventiva); D.Lgs. 4 marzo 2014 n. 38, art. 7; Regolamento UE 883/2004, art. 20 (modello S2).
La procedura di rimborso passo per passo
Ecco come si fa concretamente a chiedere il rimborso, in 4 passaggi.
Passo 1: conserva tutta la documentazione
Prima di partire, organizza una cartella (cartacea e digitale) con:
- Ricevute originali delle spese mediche (fatture dell’ospedale o del centro medico estero)
- Prescrizione medica italiana che giustifica la cura (se hai una prescrizione del tuo medico italiano che raccomanda la cura all’estero, è meglio)
- Eventuale autorizzazione preventiva (modello S2) se hai richiesto il ricovero programmato
- Documentazione clinica completa: referti, referto operatorio, referto anatomico-patologico, referti di follow-up
- Documento d’identità e codice fiscale
- Estremi del conto corrente per il bonifico del rimborso
- Traduzione giurata dei documenti se non sono in italiano o in inglese (in alcuni casi la ASL richiede la traduzione, in altri basta un’autocertificazione di traduzione)
Passo 2: presenta la domanda di rimborso
Presenta la domanda all’ufficio assistenza sanitaria all’estero della tua ASL di residenza. Alcune ASL hanno moduli specifici (verifica sul sito della ASL), in altre basta una lettera in carta semplice con:
- I tuoi dati anagrafici
- La descrizione della cura ricevuta all’estero
- La documentazione giustificativa (ricevute, referti, ecc.)
- Le coordinate bancarie per il bonifico
Puoi presentare la domanda:
- Di persona allo sportello
- Per PEC (Posta Elettronica Certificata) alla ASL
- Per raccomandata A/R con ricevuta di ritorno
Passo 3: la ASL verifica e calcola il rimborso
La ASL verifica che:
- La prestazione rientri nei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) italiani
- La documentazione sia completa e corretta
- Non ci siano ragioni per rifiutare il rimborso (es. cura non LEA)
Poi calcola il rimborso applicando il tariffario nazionale italiano per la stessa prestazione. Per esempio: se in Germania hai pagato 8.000 euro per una protesi d’anca, e il tariffario SSN italiano per la stessa protesi è 4.500 euro, il rimborso è di 4.500 euro (non 8.000). La differenza (3.500 euro) resta a carico tuo.
Passo 4: il rimborso arriva
Il rimborso avviene tramite bonifico bancario sul conto corrente indicato. I tempi variano molto per ASL:
- ASL veloci: 4-6 settimane
- ASL medie: 2-4 mesi
- ASL lente: 6-12 mesi
Se la ASL non risponde entro 90 giorni, puoi presentare un reclamo formale e, in caso di perdurato silenzio, ricorso al TAR.
→ Tabella termini di decadenza 2026 (sito gemello SussidiStatali.it) | Ricorso INPS online 2026
I limiti pratici da conoscere prima di partire
La Direttiva è uno strumento potente, ma ha limiti pratici che devi conoscere per evitare brutte sorprese.
Limite 1: il tariffario italiano è spesso più basso di quello straniero
Il tariffario SSN italiano è tra i più bassi d’Europa. Per esempio:
- Protesi d’anca: Italia 4.500 euro, Germania 8.000-12.000 euro, Francia 6.000-8.000 euro
- Risonanza magnetica: Italia 150-200 euro, Germania 400-600 euro, Svizzera 600-900 euro
- Visita cardiologica con ecocuore: Italia 90 euro, Germania 200-300 euro, Svizzera 300-400 euro
Prima di partire, chiedi alla ASL italiana qual è l’importo rimborsabile per la prestazione di cui hai bisogno. Così sai esattamente quanto spenderai di tasca tua.
Limite 2: solo le prestazioni LEA sono rimborsabili
Se la prestazione non rientra nei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) italiani, non c’è rimborso. Per esempio:
- Cure termali: non rientrano nei LEA standard, salvo eccezioni specifiche
- Cure odontoiatriche: la maggior parte non rientra nei LEA (es. impianti dentali)
- Chirurgia estetica: non rientra nei LEA
- Medicina alternativa (omeopatia, agopuntura): non rientra nei LEA
- Cure per fecondazione assistita: rientra nei LEA ma con limitazioni (verifica la tua Regione)
Verifica sempre la copertura LEA prima di partire, sul sito del Ministero della Salute salute.gov.it/lea .
Limite 3: le spese accessorie non sono rimborsabili
La Direttiva NON rimborsa:
- Trasporto (voli, treni, taxi)
- Alloggio (hotel, appartamenti)
- Vitto (ristoranti, spesa alimentare)
- Trasferte dei familiari accompagnatori
Esistono eccezioni per i pazienti con disabilità (rimborso dei costi di trasporto specializzato) e per i minori accompagnati (rimborso delle spese di accompagnamento di un genitore). Verifica con la tua ASL.
Limite 4: i tempi del rimborso possono essere lunghi
Le ASL italiane hanno carichi di lavoro molto diversi. Alcune ASL (es. quelle del Nord Est) sono veloci (4-6 settimane), altre (specialmente nel Sud) possono impiegare 6-12 mesi per rimborsare. Pianifica il tuo flusso di cassa di conseguenza — non contare sul rimborso per le spese immediate.
Limite 5: serve la documentazione in ordine
Molti rimborsi vengono negati o ritardati perché la documentazione è incompleta. Le cause più frequenti di rifiuto:
- Fattura estera senza traduzione (anche sommaria)
- Mancanza della prescrizione medica italiana che giustifica la cura
- Documentazione clinica incompleta (manca il referto operatorio, l’anatomia patologica, ecc.)
- Mancanza dell’eventuale autorizzazione preventiva (modello S2)
Prima di partire, contatta la tua ASL e chiedi esattamente quali documenti vogliono per il rimborso. È meglio perdere un’ora allo sportello prima della partenza che mesi per un rimborso negato.
Il modello S2 (ex E112) per i ricoveri programmati
Per i ricoveri programmati all’estero, il modello S2 è lo strumento che autorizza la ASL italiana a farsi carico della spesa. Ecco come funziona.
Quando serve il modello S2
Il modello S2 (introdotto dal Regolamento UE 883/2004, art. 20, in sostituzione del vecchio E112) serve per:
- Ricoveri ospedalieri programmati all’estero
- Trattamenti specialistici di lunga durata (dialisi, chemioterapia, radioterapia)
- Cure che richiedono autorizzazione preventiva per scelta del paziente
Come si richiede il modello S2
- Visita medica italiana: fatti visitare dal tuo specialista italiano, che redige una relazione in cui giustifica la necessità della cura all’estero (es. lista d’attesa italiana troppo lunga, specialista non disponibile, centro di riferimento europeo)
- Domanda alla ASL: presenta la domanda di autorizzazione preventiva alla tua ASL, allegando la relazione medica
- Verifica ASL: la ASL valuta la richiesta (tempi: 21 giorni). Può chiedere integrazioni o pareri di specialisti
- Emissione S2: se la ASL approva, emette il modello S2 che ti autorizza a ricevere la cura all’estero
- Trasmissione S2: il modello S2 viene trasmesso dall’INPS italiano all’istituto estero (es. CPAM francese, AOK tedesca). Tu ne ricevi una copia
- Cura all’estero: ti presenti all’ospedale estero con il modello S2 e la TEAM. La cura è autorizzata e non paghi (salvo ticket locali)
Quando la ASL può rifiutare il modello S2
La ASL può rifiutare l’autorizzazione preventiva S2 solo in casi specifici:
- La cura può essere fornita in Italia entro un tempo “medicalmente giustificabile”
- La qualità della cura all’estero è chiaramente inferiore
- La cura non rientra nei LEA italiani
Il rifiuto deve essere motivato per iscritto e impugnabile. Puoi fare ricorso:
- Al Direttore Generale della ASL entro 30 giorni
- Al Ministero della Salute entro 60 giorni
- Al TAR entro 90 giorni
→ Cartelle pignoramenti: come difendersi 2026 (sito gemello)
I Centri di Riferimento Europei (CRE) per malattie rare
Per le malattie rare (prevalenza < 5/10.000 abitanti), l’UE ha istituito 24 reti di Centri di Riferimento Europei (European Reference Networks – ERN). Sono reti di ospedali di eccellenza che collaborano per la diagnosi e cura delle malattie rare.
Le 24 reti tematiche
- ERN BOND: disordini ossei rari
- ERN CRANIO: malformazioni cranio-facciali
- ERN EUROBLOODNET: malattie ematologiche rare
- ERN EUROGENOMICS: malattie genetiche rare
- ERN EURO-NMD: malattie neuromuscolari
- ERN EURACAN: cancri rari negli adulti
- ERN EUROSTAR: malattie strutturali cardiache rare
- ERN GENTURIS: sindromi tumorali ereditarie
- ERN ITHACA: malattie congenhe, anomalie dello sviluppo e disordini intellettivi
- ERN RND: malattie neurologiche rare
- ERN RARE-LIVER: malattie epatiche rare
- ERN RARENET: disordini infiammatori rari del rene
- ERN RARE-LIVER: malattie epatiche rare
- ERN SKIN: malattie dermatologiche rare
- ERN VASCERN: malattie vascolari rare
- E altre (elenco completo su ec.europa.eu/health/ern )
Come accedere ai CRE
- Diagnosi italiana: ricevi la diagnosi di malattia rara dal tuo specialista italiano
- Verifica CRE: controlla sul portale europeo se esiste un CRE per la tua patologia
- Richiesta invio: il tuo specialista italiano può richiedere un consulto al CRE tramite il Clinical Patient Management System (CPMS) — piattaforma di telemedicina europea
- Eventuale trasferimento: se il CRE raccomanda il trasferimento del paziente, la ASL italiana emette il modello S2 per la cura presso il CRE
L’accesso ai CRE è particolarmente facilitato dalla Direttiva 2011/24/UE, e le ASL italiane sono meno propense a rifiutare l’autorizzazione preventiva quando si tratta di CRE.
Modelli S1, S2, S3: la mappa completa
Per orientarti tra i modelli europei di assistenza sanitaria, ecco una tabella riassuntiva.
| Modello | Cosa serve per | Chi lo rilascia | Quando si usa |
|---|---|---|---|
| S1 | Iscrizione al SSN di altro paese UE | INPS italiano (per italiani che si trasferiscono) | Quando ti trasferisci stabilmente in altro paese UE |
| S2 (ex E112) | Cure programmate all’estero | ASL italiana (previa autorizzazione) | Per ricoveri programmati all’estero |
| S3 | Trattamento in altro paese come pensionato | INPS italiano | Per pensionati UE che tornano temporaneamente in Italia |
| TEAM/EHIC | Cure urgenti in soggiorni temporanei | INPS italiano (gratis) | Per turismo, studio, lavoro temporaneo in UE |
| E112 (obsoleto) | Sostituito dal modello S2 | — | — |
Casi reali: 3 storie che ti faranno capire come funziona
Caso 1: Francesco, protesi d’anca in Germania
Francesco, 65 anni, ha bisogno di una protesi d’anca. In Italia, la ASL gli dà appuntamento a 14 mesi. In Germania (Heidelberg), un ospedale gli offre l’intervento a 2 mesi, costo 9.500 euro.
Cosa fa: Francesco richiede il modello S2 alla ASL, che lo autorizza perché l’attesa italiana è medicalmente ingiustificata. Va a Heidelberg, viene operato. Paga 9.500 euro. Tornato in Italia, presenta la domanda di rimborso alla ASL. Il tariffario italiano per protesi d’anca è 5.200 euro. La ASL rimborsa 5.200 euro. Costo netto per Francesco: 4.300 euro + voli e alloggio (1.000 euro). Totale spesa: 5.300 euro.
Se avesse aspettato in Italia: 14 mesi di attesa, spesa zero (salvo ticket), ma 14 mesi di dolore e limitazione funzionale.
Caso 2: Maria, malattia rara in Francia (CRE)
Maria, 8 anni, ha una malattia metabolica rara diagnosticata in Italia. La sua malattia rientra nell’ERN MetabERN (rete europea per le malattie metaboliche). Il centro di riferimento è l’ospedale Necker di Parigi.
Cosa fa: lo specialista italiano contatta il MetabERN tramite la piattaforma CPMS. Il team di Necker conferma che il caso è complesso e raccomanda la cura presso il loro centro. La ASL italiana emette il modello S2 senza problemi (è un CRE ufficiale). Maria viene curata a Parigi per 3 settimane. La ASL italiana paga direttamente l’ospedale francese tramite il sistema di coordinamento INPS-CPAM.
Risultato: cura di eccellenza, nessun costo per la famiglia, ricovero in 2 mesi.
Caso 3: Laura, visita specialistica in Belgio senza autorizzazione
Laura, 42 anni, vuole una seconda opinione oncologica. Lista d’attesa in Italia per una visita oncologica: 4 mesi. In Belgio (UCL Brussels), la visita è disponibile in 2 settimane, costo 350 euro.
Cosa fa: Laura non richiede autorizzazione preventiva (è una visita ambulatoriale, non un ricovero). Va a Bruxelles, paga 350 euro. Tornata in Italia, presenta la domanda di rimborso alla ASL con ricevuta originale, referto della visita, traduzione sommaria. La ASL rimborsa 95 euro (tariffario italiano per visita oncologica). Costo netto per Laura: 255 euro + viaggio.
Se avesse aspettato in Italia: 4 mesi di attesa, nessun costo.
Le 5 cose che nessuno ti dice sull’assistenza sanitaria transfrontaliera
Concludo con alcune considerazioni oneste, perché le guide istituzionali non te le diranno mai.
Primo: il sistema è pensato per sfinirti. Le ASL italiane non amano rimborsare le cure all’estero (è un costo per loro). Applicheranno ogni cavillo burocratico per ritardare o ridurre il rimborso. Serve pazienza, documentazione impeccabile, e talvolta l’aiuto di un patronato.
Secondo: il rimborso non copre mai il 100%. Il tariffario italiano è il più basso d’Europa. Devi mettere in conto di pagare almeno il 30-50% della spesa totale di tasca tua. La Direttiva è uno strumento per ridurre i costi, non per azzerarli.
Terzo: l’autorizzazione preventiva S2 è spesso rifiutata per le cure non urgenti. Le ASL italiane interpretano in modo restrittivo il concetto di “tempo medicalmente giustificabile”. Per le protesi d’anca con attesa di 14 mesi, autorizzano. Per una risonanza magnetica con attesa di 2 mesi, rifiutano. Valuta caso per caso.
Quarto: la documentazione clinica è cruciale. Senza referti completi (compreso il referto operatorio e l’anatomia patologica per i ricoveri), il rimborso è negato. Pretendi tutta la documentazione dall’ospedale estero prima di tornare.
Quinto: i Centri di Riferimento Europei sono la vera via maestra. Per le malattie rare, l’accesso ai CRE è facilitato, le ASL autorizzano più facilmente, e la cura è di eccellenza. Se hai una malattia rara, verifica subito se rientri in un ERN.
Tabella riassuntiva: cosa fare in ogni situazione
| Situazione | Strumento | Documenti necessari | Tempi |
|---|---|---|---|
| Emergenza medica in viaggio UE | TEAM | Solo TEAM + documento d’identità | Immediato |
| Visita specialistica programmata all’estero | Direttiva 2011/24/UE | Ricevute + referti + domanda ASL | Rimborso in 1-6 mesi |
| Ricovero programmato all’estero | Modello S2 + Direttiva | S2 preventivo + ricevute + domanda ASL | Autorizzazione in 21 giorni, rimborso in 1-6 mesi |
| Trapianto all’estero | Centro Nazionale Trapianti + S2 | Documentazione complessa | Tempi lunghi |
| Malattia rara (CRE) | Direttiva + S2 + ERN | Relazione specialistica + contatto ERN | 1-3 mesi |
| Dialisi/chemio in viaggio | TEAM + E112 | Autorizzazione preventiva | 60 giorni prima |
| Trattamento in Svizzera | Regolamento UE 883/2004 + accordo Svizzera | TEAM + eventualmente S2 | Come per UE |
Checklist operativa prima della partenza
2 mesi prima
- [ ] Verifica la lista d’attesa italiana per la tua prestazione
- [ ] Contatta l’ospedale estero e ottieni un preventivo
- [ ] Verifica se la prestazione rientra nei LEA italiani
- [ ] Se è un ricovero, richiedi il modello S2 alla ASL (con relazione medica italiana)
1 mese prima
- [ ] Verifica il tariffario italiano per la tua prestazione (chiedi alla ASL)
- [ ] Verifica la validità della TEAM
- [ ] Prenota volo e alloggio (a carico tuo)
- [ ] Verifica se serve traduzione giurata dei documenti
1 settimana prima
- [ ] Prepara una cartella con tutti i documenti medici italiani (referti, lastre, esami)
- [ ] Stampa il modello S2 (se rilasciato) e portalo con te
- [ ] Verifica l’assicurazione sanitaria integrativa (per rimpatrio)
Durante la cura
- [ ] Chiedi all’ospedale estero tutta la documentazione clinica (referto operatorio, anatomia patologica, referti di follow-up)
- [ ] Conserva tutte le ricevute originali
- [ ] Fatti dare una fattura dettagliata con codifica delle prestazioni
Al rientro
- [ ] Traduci (anche sommariamente) i documenti non in italiano
- [ ] Presenta la domanda di rimborso alla ASL entro 6 mesi dalla cura (alcune ASL accettano fino a 18 mesi, ma è meglio fare in fretta)
- [ ] Conserva copia di tutto
- [ ] Se la ASL non risponde in 90 giorni, manda un reclamo formale
Strumenti utili e link ufficiali
Portali ufficiali
- Ministero della Salute — salute.gov.it — circolari attuative sulla Direttiva 2011/24/UE
- Commissione Europea — ec.europa.eu/health/cross_border_care — portale europeo
- ERN – European Reference Networks — ec.europa.eu/health/ern — elenco completo
- LEA – Livelli Essenziali di Assistenza — salute.gov.it/lea — verifica copertura
- Centro Europeo Consumatori Italia — euroconsumatori.it — assistenza gratuita
Strumenti interattivi
- Calcolatore rimborsi SSN — sul portale del Ministero della Salute
- Mappa ospedali UE — eu-healthcare.eu
- Verifica preventivi cure all’estero — contattando direttamente gli ospedali (molti hanno sportello internazionale)
Numeri utili
- Contact Center INPS — 803 164 gratuito da fisso, +39 06 164 164 da cellulare
- Ministero della Salute — 1500 (numero verde nazionale salute)
- Europe Direct — 00 800 6 7 8 9 10 11 (gratuito da qualsiasi paese UE)
Disclaimer
Questa guida è aggiornata a giugno 2026 sulla base della legislazione europea (Direttiva 2011/24/UE, Regolamento UE 883/2004) e italiana (D.Lgs. 4 marzo 2014 n. 38, circolari del Ministero della Salute pubblicate fino a giugno 2026). Le procedure di rimborso possono variare per ASL.
Non siamo un CAF né un patronato. Per la tua pratica specifica, lo sportello “Assistenza Sanitaria” della tua ASL ti segue gratis. Per le pratiche complesse (CRE, trapianti, cure di lunga durata), ti consigliamo una consulenza con il tuo specialista italiano e con il patronato.
I tariffari SSN italiani sono aggiornati al D.M. 12 marzo 2019 (in vigore fino a giugno 2026 salvo aggiornamenti). Le tempistiche di rimborso sono indicative e basate sulle segnalazioni dei lettori.
Riferimenti legislativi completi
Normativa europea
- Direttiva 2011/24/UE del 9 marzo 2011 — assistenza sanitaria transfrontaliera
- Regolamento UE 883/2004, art. 20 — cure in altro Stato membro con autorizzazione preventiva (modello S2)
- Regolamento UE 987/2009, art. 18-21 — procedure applicative
- Decisione di Esecuzione UE 2014/152 — modello S2
- Regolamento UE 2017/1939 — Cooperazione rafforzata per i CRE
Normativa italiana
- D.Lgs. 4 marzo 2014 n. 38 — recepimento Direttiva 2011/24/UE
- D.M. 17 maggio 2018 — modalità di rimborso delle spese sostenute all’estero
- D.M. 12 marzo 2019 — tariffario SSN per prestazioni sanitarie
- Decreto del Ministro della Salute 12 marzo 2019 — nomenclatore tariffario
- Circolare del Ministero della Salute 22 aprile 2014 n. 4 — istruzioni operative
Centri di Riferimento Europei (CRE)
- Decisione della Commissione 2017/120 — istituzione dei CRE
- Decisione di Esecuzione 2019/1994 — aggiornamento dei CRE
- Regolamento (UE) 2021/816 — salute digitale e CPMS
Accordi internazionali
- Accordo Svizzera-UE del 21 giugno 1999 — libera circolazione
- UK-EU Trade and Cooperation Agreement del 30 dicembre 2020 — titolo XB
Fonti istituzionali
- Commissione Europea — ec.europa.eu/health/cross_border_care
- Ministero della Salute italiano — salute.gov.it
- ERN — ec.europa.eu/health/ern
- INPS — inps.it sezione “Assistenza sanitaria all’estero”
- Euroconsumatori — euroconsumatori.it
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