Manca una settimana all’EU Green Week 2026 (31 maggio – 4 giugno), e per l’occasione parliamo di uno dei fondi più accessibili per i cittadini: il bonus ristrutturazione verde. È la combinazione di Conto Termico 2.0 + Ecobonus, e può coprire fino al 100% del costo degli interventi di efficientamento energetico.
Per la guida completa ai 36 fondi europei per la transizione verde in Italia nel 2026, leggi il nostro articolo lungo: Fondi UE per transizione verde 2026: dalla A alla Z.
Cosa copre il bonus ristrutturazione verde
Il bonus ristrutturazione verde è la combinazione di tre strumenti:
- Conto Termico 2.0: contributo a fondo perduto per pompe di calore, solare termico, isolamento, sostituzione caldaie
- Ecobonus: detrazione fiscale del 50-65% per interventi di efficientamento
- Bonus fotovoltaico condomini: contributo per fotovoltaico su condomini (40-80% in base all’ISEE)
La combinazione di questi tre strumenti può coprire fino al 100% del costo dell’intervento, in particolare per condomini con ISEE medio basso.
Quanto si può ottenere: 5 esempi concreti
Esempio 1: pompa di calore in villa unifamiliare
- Costo totale: 18.000€
- Conto Termico (65%): 11.700€
- Ecobonus (65% sulla quota non coperta): 4.095€ (3.408€ residuo × 65%)
- Spesa finale per il cittadino: 2.205€ (12,2% del costo)
Esempio 2: solare termico + cappotto in appartamento
- Costo totale: 12.000€
- Conto Termico (65%): 7.800€
- Ecobonus (65% residuo): 2.730€
- Spesa finale: 1.470€ (12,2%)
Esempio 3: fotovoltaico + storage in condominio (ISEE medio 25.000€)
- Costo totale: 60.000€
- Bonus fotovoltaico condomini (60%): 36.000€
- Ecobonus (50% residuo): 12.000€
- Spesa finale condominio: 12.000€ (20%)
Esempio 4: riqualificazione completa condominio (ISEE medio 12.000€)
- Costo totale: 200.000€
- Superbonus 75% (75%): 150.000€
- Conto Termico (40% su pompe di calore): 12.000€
- Ecobonus (65% su residuo): 24.700€
- Spesa finale: 13.300€ (6,6%)
Esempio 5: comunità energetica in piccolo Comune (5.000 ab.)
- Costo impianto: 200.000€
- PNRR Comunità Energetiche Comuni < 5.000 ab. (120%): 200.000€ (copertura totale + bonus)
- Spesa finale: 0€ (più 80€/MWh prodotto per 20 anni)
Chi può richiedere il bonus
Conto Termico 2.0:
- Cittadini (persone fisiche)
- Condomini
- Pubblica Amministrazione
- Esercizi commerciali (alberghi, uffici, negozi)
- ONLUS e associazioni
Ecobonus:
- Cittadini (con reddito che permette di sfruttare la detrazione)
- Condomini
- Imprese
- Professionisti
Bonus fotovoltaico condomini:
- Condomini con almeno 8 unità immobiliari
- ISEE medio dei condòmini determina la percentuale (40% base, 80% per ISEE < 15.000€)
PNRR Comunità Energetiche:
- CER formalmente costituite (almeno 3 soci)
- Per il bonus maggiorato (120%): Comune < 5.000 abitanti
Come richiedere il bonus: 6 step
Step 1: diagnosi energetica
Fai eseguire una diagnosi energetica da un tecnico certificato. Costo: 200-500€ per appartamento, 1.500-5.000€ per condominio. La diagnosi individua gli interventi più efficaci e l’edificio prima dell’intervento.
Step 2: scegliere l’installatore
Scegli un installatore certificato e iscritto alla Camera di Commercio. Verifica che abbia esperienza specifica con i fondi europei (chiedi referenze di lavori simili già finanziati). Attenzione: gli installatori che “fanno tutto loro” spesso non sono i migliori. Meglio un installatore specializzato per pompe di calore, un altro per il fotovoltaico, un altro per l’isolamento.
Step 3: richiedere il Conto Termico
Il Conto Termico va richiesto al GSE (Gestore Servizi Energetici) tramite il portale contotermico.gse.it. La documentazione include:
- Documento di identità del richiedente
- Atto di proprietà o disponibilità dell’immobile
- Diagnosi energetica pre-intervento
- Preventivo dei lavori
- Certificazione dell’installatore
Tempi: 60-90 giorni dall’invio della domanda all’erogazione del contributo.
Step 4: eseguire i lavori
Una volta approvato il Conto Termico, puoi eseguire i lavori. L’installatore deve rilasciare:
- Relazione tecnica post-intervento
- Asseverazione di conformità
- Certificato di fine lavori
Tutta la documentazione va conservata per 10 anni (potrebbero esserci controlli).
Step 5: richiedere l’Ecobonus
L’Ecobonus va comunicato all’ENEA entro 90 giorni dal fine lavori, tramite il portale acquistiinrete.gov.it. La detrazione viene fruita in 10 quote annuali di pari importo (in 4-5 quote per Superbonus).
Step 6: fruire del risparmio energetico
Dopo i lavori, paga le bollette. Il risparmio tipico è del 30-60% rispetto al pre-intervento, con payback time di 5-8 anni anche dopo l’eventuale spesa residua a carico del cittadino.
Errori comuni da evitare
- Iniziare i lavori prima dell’approvazione del Conto Termico: il contributo viene erogato solo per lavori eseguiti dopo l’approvazione. Se inizi prima, perdi il diritto al contributo.
- Scegliere l’installatore più economico: il risparmio iniziale si traduce spesso in problemi di gestione (pompe di calore che non scaldano, isolamento mal eseguito). Preferisci installatori con esperienza specifica.
- Non fare la diagnosi energetica pre-intervento: senza diagnosi, non puoi dimostrare il miglioramento ottenuto, e l’asseverazione dell’Ecobonus non è valida.
- Dimenticare la comunicazione ENEA: se non comunichi entro 90 giorni, perdi l’Ecobonus. Non ci sono proroghe.
- Non conservare la documentazione: i controlli sui fondi europei possono arrivare fino a 10 anni dopo l’intervento. Conserva tutto in formato digitale e cartaceo.
Per approfondire
Per la guida completa ai 36 fondi europei per la transizione verde in Italia nel 2026, organizzati in 6 cluster (cittadini, edifici, energie rinnovabili, PMI verdi, agricoltura sostenibile, comunità energetiche), leggi il nostro articolo lungo:
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