La libera circolazione dei cittadini è il diritto fondamentale dell’Unione Europea — quello che distingue la cittadinanza europea da tutti gli altri status giuridici. Un cittadino italiano può spostarsi, lavorare e risiedere in qualsiasi paese UE senza visto, senza permesso di lavoro, senza dover dimostrare nulla a nessun confine. Ma “libera circolazione” non significa “assenza totale di regole” — e conoscere quelle regole evita brutte sorprese quando si decide di trasferirsi davvero.
In questa guida trovi i tre livelli del diritto di soggiorno (3 mesi, 5 anni, permanente), come ci si registra in Germania, Francia, Spagna, Paesi Bassi, Belgio e Austria, perché iscriversi all’AIRE conviene davvero, e la portabilità automatica dei contributi previdenziali tra paesi UE.
Non siamo un consolato né un patronato. Per la tua situazione specifica, il consolato italiano all’estero o l’Ufficio AIRE del tuo Comune risolvono gratis. Qui sotto trovi la mappa operativa completa, con riferimenti normativi precisi, casi reali e una checklist prima del trasferimento.
I tre livelli del diritto di soggiorno UE
Il diritto di soggiorno dei cittadini UE in altro paese UE ha tre livelli progressivi, regolati dalla Direttiva 2004/38/CE (c.d. “Direttiva Cittadini UE”). Ogni livello ha requisiti diversi, ed è importante conoscere le differenze per non farsi trovare impreparati.
Livello 1: soggiorno fino a 3 mesi — diritto assoluto, senza condizioni
Per i primi 3 mesi, ogni cittadino UE ha diritto di soggiornare in qualsiasi altro paese UE senza condizioni. Basta avere un documento d’identità valido (carta d’identità o passaporto). Non occorre registrarsi, non occorre dimostrare risorse economiche, non occorre un motivo specifico (turismo, studio, ricerca di lavoro, lavoro saltuario, qualsiasi motivo va bene).
L’unico limite: durante i primi 3 mesi non si ha diritto alle prestazioni sociali del paese ospitante (es. sussidi di disoccupazione, ADI equivalenti, assistenza sociale). Si ha invece diritto alle cure sanitarie urgenti tramite la TEAM.
Livello 2: soggiorno da 3 mesi a 5 anni — diritto condizionato
Dopo 3 mesi, il diritto di soggiorno esiste ma è condizionato. Devi rientrare in una di queste categorie:
- Lavoratore dipendente o autonomo: se lavori, non devi dimostrare nulla di altro. Il lavoro basta come titolo di soggiorno. Anche il lavoro part-time o intermittente basta, purché generi reddito superiore alla soglia di sussistenza del paese ospitante.
- Persona con risorse economiche sufficienti: se non lavori, devi dimostrare di avere risorse sufficienti per non diventare un onere per l’assistenza sociale del paese ospitante, più un’assicurazione sanitaria completa. La soglia varia per paese (in genere è intorno al livello di reddito minimo per non avere diritto al sussidio sociale).
- Studente iscritto in un istituto riconosciuto: devi dimostrare risorse sufficienti per te e per i familiari, più assicurazione sanitaria completa.
- Familiare di un cittadino UE che rientra in una delle categorie sopra: coniuge, partner registrato, figli sotto i 21 anni o a carico, genitori a carico.
Livello 3: soggiorno permanente (dopo 5 anni)
Dopo 5 anni di residenza legale continuativa in un paese UE, acquisisci il diritto di soggiorno permanente automaticamente, senza condizioni di reddito o assicurazione. È il massimo livello di tutela: puoi restare nel paese ospitante anche se perdi il lavoro, anche se non hai reddito, anche se hai bisogno di assistenza sociale.
Per acquisire il diritto di soggiorno permanente servono:
- 5 anni di residenza continuativa (interruzioni fino a 6 mesi all’anno non interrompono la continuità, interruzioni fino a 12 mesi per motivi importanti come maternità, studio, lavoro distaccato)
- Residenza legale (soddisfare i requisiti del livello 2 per tutti i 5 anni)
- Non avere condanne gravi che possano motivare l’allontanamento
Il diritto di soggiorno permanente è attestato da un documento di soggiorno permanente rilasciato dal paese ospitante (su domanda).
Riferimento normativo: Direttiva 2004/38/CE del 29 aprile 2004, artt. 5-16, 17-21; recepita in Italia con D.Lgs. 6 febbraio 2007 n. 30.
La registrazione paese per paese: come ci si iscrive
Ogni paese UE ha regole diverse per la registrazione dei cittadini UE. Ecco una mappa paese per paese.
Germania: Anmeldung entro 14 giorni
In Germania, la registrazione anagrafica (Anmeldung) è obbligatoria entro 14 giorni dall’arrivo presso l’Einwohnermeldeamt (ufficio anagrafe) del Comune di residenza. Serve l’indirizzo di residenza e un documento d’identità.
Dopo l’Anmeldung ricevi la Anmeldebestätigung, documento fondamentale per:
- Aprire un conto corrente bancario
- Stipulare un contratto di telefonia o internet
- Iscriversi a una cassa malattia (Krankenkasse)
- Ricevere lo Steuer-ID (codice fiscale tedesco)
Per i cittadini UE che restano in Germania oltre i 3 mesi, non c’è un permesso di soggiorno specifico: l’Anmeldung basta come prova di residenza.
Francia: nessun obbligo specifico per i primi 3 mesi
Per i cittadini UE, la Francia non richiede registrazione specifica nei primi 3 mesi. Per soggiorni più lunghi, si può (non obbligo, ma consigliato) richiedere un attestato di residenza presso la prefettura. Per i lavoratori dipendenti basta il contratto di lavoro, per gli autonomi basta l’iscrizione al registro delle imprese.
Per i cittadini UE che restano oltre i 5 anni, è possibile (consigliato) richiedere la carte de séjour permanent presso la prefettura.
Spagna: Registro Central de Extranjeros entro 3 mesi
In Spagna, i cittadini UE devono iscriversi al Registro Central de Extranjeros entro 3 mesi dall’arrivo. L’iscrizione produce il NIE (Número de Identificación de Extranjero), indispensabile per:
- Aprire un conto corrente bancario
- Stipulare un contratto di lavoro o di affitto
- Pagare le tasse
- Iscriversi alla Social Security spagnola
- Comprare un’auto o un immobile
Il NIE si richiede presso la Oficina de Extranjeros della propria provincia, o presso il commissariato di polizia (Comisaría). Serve passaporto o carta d’identità, modulo EX-18, e una prova di residenza (contratto di affitto, lettera del datore di lavoro).
Paesi Bassi: registrazione BRP entro 5 giorni
Nei Paesi Bassi, la registrazione al Basisregistratie Personen (BRP) presso il comune è obbligatoria entro 5 giorni dall’arrivo (per chi si trasferisce per almeno 4 mesi). È gratuita.
La registrazione produce il BSN (Burgerservicenummer), il numero fiscale olandese indispensabile per:
- Lavorare (datore di lavoro lo richiede)
- Aprire un conto corrente
- Iscriversi all’assicurazione sanitaria olandese (Zorgverzekering, obbligatoria)
- Pagare le tasse
- Ricevere beneficenze o sussidi
Per i cittadini UE che restano oltre i 3 mesi, non c’è un permesso di soggiorno specifico: la registrazione BRP basta.
Belgio: registrazione al comune + carta E entro 90 giorni
In Belgio, i cittadini UE devono registrarsi al comune (Maison Communale/Gemeentehuis) entro 90 giorni dall’arrivo. La registrazione produce la dichiarazione di presenza (memoriale di presenza), e dopo 3 mesi si può richiedere la carta E (documento di soggiorno UE).
La carta E è valida 5 anni (o 10 anni per il soggiorno permanente dopo 5 anni). Serve per:
- Lavorare
- Aprire un conto corrente
- Iscriversi alla mutuelle (assicurazione sanitaria belga)
Austria: Anmeldung + Meldezettel entro 3 giorni
In Austria, la registrazione (Anmeldung) è obbligatoria entro 3 giorni dall’arrivo presso il Magistratisches Bezirksamt o il Bezirkshauptmannschaft. Serve il modulo Meldezettel compilato e firmato dal proprietario dell’alloggio.
Per i cittadini UE che restano oltre i 3 mesi, si può (consigliato) richiedere l’Anmeldebescheinigung (certificato di registrazione UE), emesso dal comune. Per i lavoratori basta il contratto di lavoro, per gli autonomi l’iscrizione alla WKO (Wirtschaftskammer Österreich).
Irlanda: nessuna registrazione per cittadini UE
L’Irlanda non richiede registrazione specifica per i cittadini UE. Basta arrivare con documento d’identità e cercare lavoro o stabilirsi. Per i cittadini UE che restano oltre i 5 anni, è consigliato richiedere il Certificate of Permanent Residence, ma non è obbligatorio.
L’AIRE: perché iscriversi conviene davvero
Chi si trasferisce stabilmente all’estero ha l’obbligo di iscriversi all’AIRE (Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero) entro 90 giorni dal trasferimento (L. 27 ottobre 1988 n. 470). È gratuita, si fa online sul portale del Ministero degli Affari Esteri (FAST-IT) o presso il consolato italiano.
Vantaggi concreti dell’AIRE
- Voto per corrispondenza alle elezioni politiche italiane e ai referendum
- Rinnovo del passaporto al consolato senza tornare in Italia
- Accesso ai servizi consolari: assistenza in caso di emergenza, atti di stato civile (matrimoni, nascite, decessi all’estero), legalizzazioni
- Mantenimento dei diritti INPS maturati in Italia (pensione futura, NASpI se rientri)
- Tutela dei diritti elettorali locali nel paese di residenza (voto alle elezioni comunali italiane per corrispondenza)
- Rimborso volo per cure in Italia (in alcuni casi)
- Certificati anagrafici rilasciati dal consolato
- Rimpatrio sanitario in caso di emergenza (in alcuni casi)
Aspetti fiscali dell’AIRE
Dal punto di vista fiscale, l’iscrizione all’AIRE non comporta automaticamente la perdita della residenza fiscale italiana. La residenza fiscale si determina in base a criteri oggettivi (art. 2 del TUIR — D.P.R. 917/1986):
- Residenza anagrafica
- Dimora abituale
- Centro degli interessi vitali (famiglia, affetti, interessi principali)
Chi non si iscrive all’AIRE ma vive stabilmente all’estero è considerato residente fiscale in Italia e deve dichiarare tutti i redditi mondiali all’Agenzia delle Entrate italiana. Questo è un errore che molti italiani all’estero fanno, con conseguenze fiscali pesanti.
→ Tasse degli italiani all’estero 2026 (sito gemello) | Regime impatriati 2026
Come iscriversi all’AIRE
- Online sul portale FAST-IT (portale dei servizi consolari del MAECI) con SPID
- Presso il consolato italiano del paese di residenza
- Presso il proprio Comune italiano di ultima residenza (se sei in Italia al momento della partenza)
Servono:
- Documento d’identità italiano valido
- Documento che attesta la residenza nel paese estero (contratto di affitto, bolletta utenza, lettera del datore di lavoro)
- Stato di famiglia (se ci si trasferisce con la famiglia)
- Codice fiscale
I tempi di registrazione variano: 30-90 giorni in genere. La cancellazione dall’AIRE e il rientro in Italia vanno comunicati al Comune di nuova residenza entro 90 giorni.
→ Stipendio estero e pensione italiana 2026 | Recupero contributi INPS per stranieri che rimpatriano 2026
La portabilità previdenziale: i contributi non si perdono
Il Regolamento UE 883/2004 garantisce che i contributi previdenziali versati in qualsiasi paese UE siano totalizzabili per il calcolo della pensione. Chi ha lavorato 10 anni in Italia e 15 in Germania non perde nessun anno — al pensionamento ciascun paese paga la quota corrispondente agli anni lavorati sul proprio territorio.
Il meccanismo è automatico — non richiede azioni specifiche del lavoratore al momento del trasferimento. Ma è importante conservare:
- Il modello U1 (attestato dei periodi di lavoro) quando lasci un paese UE
- Le certificazioni contributive annuali (come il CUD italiano o la Lohnsteuerbescheinigung tedesca)
- I contratti di lavoro e le buste paga
→ Pensione con contributi in più paesi UE 2026: totalizzazione
Il distacco UE: lavorare all’estero per un’azienda italiana
Se vieni distaccato all’estero dalla tua azienda italiana per un periodo limitato (massimo 24 mesi, rinnovabili fino a 6 anni in casi specifici), continui a versare contributi INPS italiani. Non ti iscrivi al sistema previdenziale del paese ospitante.
Per il distacco serve il mod. A1 (ex E101), rilasciato dall’INPS prima della partenza. Il mod. A1 attesta che sei soggetto alla legislazione italiana durante il distacco.
L’assistenza sanitaria per i residenti all’estero
Per i cittadini UE che si trasferiscono stabilmente in altro paese UE, l’assistenza sanitaria cambia:
Modulo S1: iscrizione al SSN del paese ospitante
Se ti trasferisci stabilmente in altro paese UE come pensionato o lavoratore, ti iscrivi al SSN del paese ospitante tramite il modulo S1 (ex E106/E109). Il modulo S1 è rilasciato dall’INPS italiana, e attesta il tuo diritto all’assistenza sanitaria nel nuovo paese a carico dell’Italia (per i pensionati) o del paese di lavoro (per i lavoratori).
In pratica:
- L’INPS italiana emette il modulo S1
- Tu lo presenti all’istituto sanitario del paese ospitante (es. CPAM francese, AOK tedesca)
- Vieni iscritto al SSN del paese ospitante
- Ricevi la tessera sanitaria locale (es. Carte Vitale in Francia, TK in Germania)
- Le cure sono fornite dal SSN locale, i costi sono rimborsati all’istituto locale dall’INPS italiana
→ Tessera Sanitaria Europea (TEAM) 2026
Pensionati italiani all’estero
I pensionati INPS che vivono in altro paese UE ricevono la pensione italiana, si iscrivono al SSN del paese ospitante con modulo S1, e usano la tessera sanitaria locale. Per i rientri temporanei in Italia, hanno diritto alle cure urgenti tramite la TEAM italiana (richiedibile all’INPS).
Lavoratori frontalieri
I frontalieri (lavorano in un paese, vivono in altro paese UE) si iscrivono al SSN del paese di lavoro. Per le cure nel paese di residenza, usano la tessera S1 frontaliere (ex S110) che permette l’accesso al SSN di entrambi i paesi.
→ Cure all’estero e rimborso SSN 2026
Regno Unito post-Brexit: cosa è cambiato per gli italiani
Dopo il 1° gennaio 2021 (fine transizione Brexit), i cittadini UE che vogliono trasferirsi nel Regno Unito per lavoro, studio o residenza devono seguire le regole del nuovo sistema immigration UK. La libera circolazione UE non si applica più al Regno Unito.
Italiani già residenti nel UK prima del 31 dicembre 2020
I cittadini UE (inclusi gli italiani) già residenti nel Regno Unito prima del 31 dicembre 2020 dovevano richiedere il EU Settlement Scheme entro il 30 giugno 2021:
- Settled Status: per chi aveva 5 anni di residenza continuativa
- Pre-Settled Status: per chi aveva meno di 5 anni di residenza
Lo status è gratuito, si richiede online, e dà diritto a vivere, lavorare, studiare e accedere ai servizi pubblici nel Regno Unito a tempo indeterminato (per Settled Status) o fino a 5 anni (per Pre-Settled Status, dopo i quali si può richiedere il Settled Status).
Italiani che vogliono trasferirsi nel UK dopo il 1° gennaio 2021
I cittadini UE (inclusi gli italiani) che vogliono trasferirsi nel Regno Unito dopo la Brexit devono ottenere un visto prima della partenza. Le categorie principali:
- Skilled Worker Visa: per lavoratori con offerta di lavoro da un’azienda UK autorizzata (sponsor). Richiede livello salariale minimo (£26.200/anno nel 2026).
- Health and Care Worker Visa: per medici, infermieri e operatori sanitari. Più economico e più rapido.
- Student Visa: per studenti iscritti a un corso UK.
- Global Talent Visa: per talenti in scienza, ingegneria, umanità, medicina, arti digitali. Permette di lavorare senza sponsor.
- Graduate Visa: per chi ha appena finito un corso di laurea UK. Permette di restare 2 anni (3 per dottorato) per cercare lavoro.
- Family Visa: per ricongiungimento familiare con cittadino UK o residente stabile.
I cittadini UE con passaporto italiano possono visitare il Regno Unito per turismo o affari senza visto, per soggiorni fino a 6 mesi. Per lavorare anche solo per un giorno, serve il visto.
Riferimento normativo: UK-EU Trade and Cooperation Agreement del 30 dicembre 2020; Immigration and Social Security Co-ordination (EU Withdrawal) Act 2020; Immigration Rules Appendix EU.
Tabella riassuntiva: cosa ti serve paese per paese
Ecco la tabella riassuntiva dei documenti e delle registrazioni necessarie paese per paese.
| Paese | Registrazione entro | Documento principale | Cosa permette |
|---|---|---|---|
| Germania | 14 giorni | Anmeldung + Steuer-ID | Banca, lavoro, cassa malattia |
| Francia | (3 mesi consigliato) | Attestato di residenza | Banca, lavoro, CPAM |
| Spagna | 3 mesi | NIE (Registro Central de Extranjeros) | Banca, lavoro, tasse, SSN |
| Paesi Bassi | 5 giorni | BSN (BRP) | Banca, lavoro, assicurazione sanitaria |
| Belgio | 90 giorni | Carta E | Lavoro, banca, mutuelle |
| Austria | 3 giorni | Meldezettel + Anmeldebescheinigung | Banca, lavoro, SV |
| Irlanda | (nessun obbligo) | PPS Number (su richiesta) | Lavoro, tasse, servizi sociali |
| Lussemburgo | 8 giorni | Dichiarazione di arrivo + carta di soggiorno | Banca, lavoro, CNS |
| Portogallo | 3 mesi (consigliato) | Certificado de registo | Banca, lavoro, SSN |
| Svizzera | 8 giorni | Anmeldung + permesso B/L/G | Banca, lavoro, AVS/AI |
| Regno Unito | Visto pre-partenza | Skilled Worker Visa o EU Settlement Scheme | Lavoro, NHS |
Casi reali: 3 storie che ti faranno capire come funziona
Caso 1: Marco, da Milano a Berlino
Marco, 32 anni, si trasferisce da Milano a Berlino per lavoro. Arriva il 1° marzo 2026.
Cosa fa:
- Entro 14 giorni: Anmeldung presso l’Einwohnermeldeamt del suo quartiere (Berlin-Mitte). Riceve l’Anmeldebestätigung.
- Settimana successiva: con l’Anmeldebestätigung apre un conto corrente bancario tedesco (N26 o DKB), stipula un contratto di telefonia mobile, si iscrive a una Krankenkasse (es. TK – Techniker Krankenkasse).
- Settimana successiva: riceve lo Steuer-ID (codice fiscale tedesco) per posta, lo dà al datore di lavoro.
- Entro 90 giorni dal trasferimento: iscrizione all’AIRE sul portale FAST-IT del MAECI. Riceve conferma dal consolato italiano di Berlino.
Dopo 5 anni (marzo 2031), Marco potrà richiedere il documento di soggiorno permanente tedesco, se vorrà.
Caso 2: Anna, frontaliera Svizzera-Italia
Anna, 45 anni, vive a Varese e lavora a Lugano (Svizzera). Ogni giorno attraversa il confine.
Cosa fa:
- Permesso G frontaliero: richiede il permesso G svizzero (autorizzazione per lavoratore frontaliero UE) presso l’Ufficio cantonale della migrazione di Lugano.
- Iscrizione SSN Italia: mantiene l’iscrizione al SSN italiano come residente italiana.
- Tessera S1 frontaliere: richiede la tessera S1 all’INPS italiana, che la trasmette all’UFAS svizzero. Permette ad Anna di ricevere cure mediche sia in Italia sia in Svizzera.
- Tassazione: il salario svizzero è tassato in Svizzera (imposta alla fonte per frontalieri UE, con possibilità di opzione per la tassazione ordinaria o mista secondo la Convenzione Italia-Svizzera del 1976).
- Contributi: Anna versa contributi AVS svizzeri (sul salario svizzero) e, se ha anche un lavoro in Italia, versa contributi INPS italiani.
Anna non si iscrive all’AIRE perché mantiene la residenza in Italia. Ma deve dichiarare il salario svizzero in Italia (credito d’imposta per la tassa già pagata in Svizzera).
Caso 3: Giulia, italiana nel UK post-Brexit
Giulia, 28 anni, si trasferisce nel UK nel 2024 per lavorare in una startup di Londra. Non avendo diritti UE (post-Brexit), ha bisogno di un visto.
Cosa fa:
- Skilled Worker Visa: l’azienda di Londra fa da sponsor, giustifica l’assunzione con il livello salariale richiesto (£35.000/anno nel 2026). Giulia presenta domanda online sul sito gov.uk/skilled-worker-visa , paga la fee (£719 nel 2026) + Immigration Health Surcharge (£1.247/anno). Visto concesso in 3-8 settimane.
- Arrivo nel UK: arriva con il visto (vignetto sul passaporto), entra nel paese, ritira la BRP (Biometric Residence Permit) entro 10 giorni dall’arrivo.
- National Insurance Number: richiede il NINo presso il Jobcentre Plus, necessario per pagare le tasse UK.
- NHS: si iscrive al NHS con la BRP, sceglie un GP (General Practitioner) locale.
- Banca e alloggio: apre un conto corrente UK (difficile per i nuovi arrivati, spesso serve una “challenger bank” come Monzo o Starling), stipula un contratto di affitto.
Dopo 5 anni con Skilled Worker Visa, Giulia potrà richiedere l’Indefinite Leave to Remain (residenza permanente UK), e dopo 6 anni la cittadinanza britannica (se vorrà).
Le 5 cose che nessuno ti dice sulla libera circolazione
Concludo con alcune considerazioni oneste, perché le guide istituzionali non te le diranno mai.
Primo: la libera circolazione non è illimitata. Per i primi 3 mesi è senza condizioni, ma per soggiorni oltre i 3 mesi devi dimostrare di avere risorse economiche o di lavorare. Molti italiani lo scoprono a proprie spese quando il paese ospitante chiede di dimostrare il reddito per il rinnovo della registrazione.
Secondo: l’AIRE è un obbligo, non un’opzione. Molti italiani all’estero non si iscrivono all’AIRE perché pensano che sia una scelta. È un obbligo di legge (L. 470/1988), e non iscriversi comporta sanzioni amministrative. Più importante: chi non si iscrive all’AIRE è considerato residente fiscale in Italia e deve dichiarare i redditi mondiali.
Terzo: il modulo S1 è poco noto ma potentissimo. Per i pensionati italiani che vivono all’estero, il modulo S1 permette di iscriversi al SSN del paese ospitante a spese del SSN italiano. È un diritto fondamentale, ma pochi lo conoscono.
Quarto: la Brexit ha cambiato tutto per il UK. Se pensavi di trasferirti a Londra come facevi prima del 2021, scordatelo. Serve un visto, serve uno sponsor, serve un livello salariale minimo. La libera circolazione UE non si applica più al Regno Unito.
Quinto: i contributi esteri non si perdono mai. Anche se hai lavorato solo 3 anni in Germania e 30 in Italia, quei 3 anni tedeschi contano per la totalizzazione. Ma devi conservare la documentazione (U1, contratti, buste paga) — gli istituti esteri non sempre comunicano automaticamente con l’INPS italiana.
Checklist operativa: cosa fare prima del trasferimento
3 mesi prima della partenza
- [ ] Verifica che il passaporto o la carta d’identità siano validi per tutta la durata prevista del soggiorno
- [ ] Richiedi il modulo S1 all’INPS se sei pensionato o lavoratore che si trasferisce
- [ ] Verifica i requisiti di registrazione del paese di destinazione (vedi tabella sopra)
- [ ] Contatta il consolato italiano del paese di destinazione per informazioni
1 mese prima
- [ ] Richiedi la TEAM (o verifica che sia valida)
- [ ] Conserva tutta la documentazione contributiva italiana (estratto conto INPS, CUD, contratti)
- [ ] Apri un conto corrente internazionale o verifica quello locale (alcune banche italiane permettono di aprire conti in EUR all’estero)
- [ ] Stipula un’assicurazione sanitaria integrativa per i primi 3 mesi (prima dell’iscrizione al SSN locale)
1 settimana prima
- [ ] Fai una scansione di tutti i documenti importanti e conservali in cloud (Google Drive, iCloud)
- [ ] Comunica al tuo Comune italiano la cancellazione dall’anagrafe (entro 90 giorni dal trasferimento)
- [ ] Prepara l’iscrizione AIRE (puoi farla anche dopo l’arrivo, online sul portale FAST-IT)
- [ ] Salva i contatti del consolato italiano del paese di destinazione
All’arrivo
- [ ] Fai la registrazione anagrafica locale entro i termini del paese (vedi tabella)
- [ ] Apri un conto corrente bancario locale
- [ ] Iscriviti al SSN locale (con modulo S1 se pensionato/lavoratore)
- [ ] Iscriviti all’AIRE sul portale FAST-IT entro 90 giorni
Dopo 3 mesi
- [ ] Verifica di avere i requisiti per il soggiorno oltre i 3 mesi (lavoro, risorse sufficienti, studio)
- [ ] Se il paese lo richiede, richiedi il certificato di registrazione (carta E in Belgio, Anmeldebescheinigung in Austria, ecc.)
Dopo 5 anni
- [ ] Richiedi il documento di soggiorno permanente (su domanda)
- [ ] Valuta l’eventuale domanda di cittadinanza del paese ospitante (se desideri)
Strumenti utili e link ufficiali
Portali ufficiali
- Your Europe — europa.eu/youreurope/citizens/residence — portale europeo sulla libera circolazione
- Ministero Affari Esteri (MAECI) — esteri.it — servizi consolari e AIRE
- Portale FAST-IT — serviziconsolari.dgcie.it — iscrizione AIRE online
- Commissione Europea — ec.europa.eu/social/free-movement
Istituzioni locali
- Germania: Einwohnermeldeamt del comune, bmvi.bund.de
- Francia: Préfecture del dipartimento, service-public.fr
- Spagna: Oficina de Extranjeros, administracion.gob.es
- Paesi Bassi: Gemeente (comune), government.nl
- Belgio: Maison Communale/Gemeentehuis, belgium.be
- Austria: Magistratisches Bezirksamt, oesterreich.gv.at
- Svizzera: Ufficio cantonale della migrazione, sem.admin.ch
- Regno Unito: gov.uk/browse/visas-immigration
Strumenti interattivi
- Verifica requisiti soggiorno sul portale Your Europe
- Calcolatore diritti cittadini UE — ec.europa.eu/social/main.jsp?catId=509
- Mappa dei consolati italiani — consoli.esteri.it
Numeri utili
- Europe Direct — 00 800 6 7 8 9 10 11 (gratuito da qualsiasi paese UE)
- Contact Center INPS — 803 164 gratuito da fisso italiano, +39 06 164 164 da cellulare
- SOS Diplomatico MAECI — +39 06 36225 (per emergenze di italiani all’estero)
Disclaimer
Questa guida è aggiornata a giugno 2026 sulla base della legislazione europea (Direttiva 2004/38/CE, Regolamento UE 883/2004) e italiana (D.Lgs. 6 febbraio 2007 n. 30, L. 27 ottobre 1988 n. 470). Le procedure di registrazione possono variare per paese e per circoscrizione.
Non siamo un consolato né un patronato. Per la tua situazione specifica, il consolato italiano del paese di destinazione o l’Ufficio AIRE del tuo Comune risolvono gratis. Per le questioni fiscali, ti consigliamo un commercialista specializzato in fiscalità internazionale.
Le informazioni sul Regno Unito post-Brexit sono aggiornate all’Immigration and Social Security Co-ordination (EU Withdrawal) Act 2020 e alle Immigration Rules in vigore al giugno 2026. Verifica sempre sul gov.uk prima di partire.
Riferimenti legislativi completi
Normativa europea
- Direttiva 2004/38/CE del 29 aprile 2004 — diritto di libera circolazione e soggiorno
- Regolamento UE 883/2004 — coordinamento sistemi sicurezza sociale
- Regolamento UE 987/2009 — modalità applicative del Regolamento 883/2004
- Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (TFUE), art. 21 — cittadinanza UE
- Carta dei Diritti Fondamentali dell’UE, art. 45 — libertà di circolazione e soggiorno
Recepimento italiano
- D.Lgs. 6 febbraio 2007 n. 30 — recepimento Direttiva 2004/38/CE
- L. 27 ottobre 1988 n. 470 — AIRE
- D.P.R. 22 dicembre 1986 n. 917 (TUIR), art. 2 — residenza fiscale
Accordi internazionali
- Accordo Svizzera-UE del 21 giugno 1999 — libera circolazione
- UK-EU Trade and Cooperation Agreement del 30 dicembre 2020 — coordinamento post-Brexit
- Convenzione Italia-Svizzera del 1976 (aggiornata) — doppia imposizione frontalieri
- Immigration and Social Security Co-ordination (EU Withdrawal) Act 2020 (UK)
Modelli europei
- Modello S1 (ex E106/E109) — iscrizione SSN altro paese UE
- Modello S2 (ex E112) — cure programmate all’estero
- Modello A1 (ex E101) — attestato di legislazione applicabile (distaccati)
- Modello U1 (ex E301) — attestato periodi disoccupazione
- Modello P1 — attestato periodi assicurativi
Fonti istituzionali
- Commissione Europea — ec.europa.eu/social/free-movement
- Your Europe — europa.eu/youreurope
- MAECI Italia — esteri.it
- Portale FAST-IT — serviziconsolari.dgcie.it
- Europe Direct — europe-direct.europa.eu
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